In cosa
consiste la biopsia epatica?
Prelevare un esile quantità di tessuto epatico attraverso un sottilissimo
ago che viene introdotto nel fegato sotto la guida dell'ecografia. La guida
ecografica garantisce la estrema precisione della manovra per arrivare in
maniera "mirata" al tessuto epatico da prelevare, evitando così le complicanze
dovute alla puntura dei grossi vasi o di visceri vicini (pleura, polmoni,
colecisti, intestino, rene destro).
A cosa
serve ?
Il tessuto epatico ottenuto con questa manovra viene utilizzato per stabilire
una diagnosi definitiva e/o per valutare la gravità di malattie che interessano
direttamente e primariamente il fegato (per esempio il grado di infiammazione
e di fibrosi del fegato) oppure, meno frequentemente, per valutare l'eventuale
coinvolgimento del fegato in corso di malattie che interessano primitivamente
altri organi (per esempio emocromatosi, sarcoidosi, ecc.)
Che preparazione
devo fare ?
" E' sufficiente il digiuno da 6-8 ore. Poiché l'esame viene eseguito al mattino,
la sera prima sarebbe buona norma fare una cena modesta con cibi facilmente
digeribili. " Trattandosi di una manovra mini-invasiva, è necessario che sussistano
le giuste indicazioni alla manovra e che venga escluso un potenziale rischio,
soprattutto emorragico. Per questo motivo, prima della biopsia epatica il
paziente viene abitualmente sottoposto ad una serie di analisi, tra cui gli
esami del sangue per escludere deficit della coagulazione ed una ecografia
epatica per escludere la presenza di cisti, angiomi o altre lesioni. Una volta
escluse le suddette controindicazioni, il rischio della manovra è assolutamente
minimo. " La mattina della biopsia, al paziente viene somministrata una premedicazione
con farmaci antidolorifici e, se particolarmente agitato o su specifica richiesta
dell'interessato, viene somministrata una leggera sedazione farmacologica.
La somministrazione dei farmaci viene fatta per via endovenosa, con una flebo
e attraverso un sottilissimo ed indolore cateterino posto in una vena del
braccio, possibilmente quello sinistro. Subito dopo la biopsia e se ritenuto
clinicamente importante, la flebo o semplicemente il cateterino vengono lasciati
nella vena del braccio per qualche ora, per il periodo di osservazione.
Come si
svolge la manovra ?
A paziente sdraiato supino sul lettino, si esegue una ecografia preliminare
per studiare il fegato, i vasi intraepatici e gli altri organi addominali
(colecisti, vie biliari, pancreas, milza e reni). Il paziente viene poi invitato
a voltarsi sul fianco sx; da questa posizione e attraverso le costole si cerca
lo spazio ed il punto preciso da dove si introdurrà l'ago da biopsia, che
nel più breve e più facile tragitto possibile, dovrà raggiungere il fegato.
Nel punto prescelto, previo disinfezione cutanea, si esegue una piccola anestesia
superficiale sottocutanea; da quel punto, aprendo se necessario una millimetrica
breccia sulla cute con un bisturi - per favorire una più facile entrata dell'ago
bioptico -viene inserita prime la punta dell'ago e poi, invitando il paziente
a restare il più possibile fermo e a muscolatura rilassata, si entra rapidamente
con l'ago, si preleva il tessuto epatico e si esce immediatamente. Tutta la
manovra dura pochi secondi e, quando il paziente segue le indicazioni del
medico esecutore, di solito è ben tollerata.
Cosa si
avverte ?
All'ingresso dell'ago nel fegato si può avvertire una sensazione di "puntura"
o di lieve dolenzia, simile a quella che si può provare con una puntura intramuscolo
(come in questo caso, il rilassamento di tutta la muscolatura è importante
per rendere più facile e meno dolorosa la manovra). Subito dopo la biopsia,
a volte si può avvertire un dolore irradiato dietro, verso la spalla dx od
una sensazione di nausea, legati a meccanismi riflessi. Tali sintomi di solito
regrediscono spontaneamente oppure possono essere facilmente controllati dalla
terapia antidolorifica.
E dopo
?
Dopo
la biopsia e la medicazione con un cerotto, nelle 6 ore successive il paziente
deve restare a digiuno, a letto e a riposo, voltato sul fianco dx (dal lato
della biopsia) e appoggiato ad un cuscino posto in maniera da garantire la
compressione sul punto della biopsia stessa Dopo le sei ore di osservazione
clinica ed in assenza di complicanze, se ambulatoriale, il paziente può tornare
a casa, comunque accompagnato e mai da solo. In tal caso, inoltre, si invita
il paziente ad evitare di mettersi personalmente alla guida di autoveicoli,
di cenare leggero e di evitare sforzi fisici per le 24 ore successive.

Ecografia
Interventistica diagnostica